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23 gen Chef’s cup, dove l’alta cucina è gluten free

E’ difficile curare un blog evitando di rendere partecipi voi lettori del mio stato d’animo. Confesso che queste sono settimane molto difficili per me e di conseguenza ho trascurato quello che più mi scalda il cuore: scrivere e cucinare. Ho avuto un vero e proprio blocco di fronte ad un foglio bianco ed ai fornelli spenti, trascurando le mie passioni finendo in un vortice di pensieri bui e negativi. Poi però qualcosa è scattato: nonostante le difficoltà che devo ancora del tutto superare è bastata una telefonata per farmi sentire meglio e – dopo aver detto di no a diverse distrazioni, non sentendomi pronta ad affrontare il mondo, la folla e le pubbliche relazioni – di fronte ad un meraviglioso invito inaspettato ho detto subito sì. Quasi non ci ho pensato, perché forse sarei proprio stata capace di cambiare idea, e mi sono buttata, accantonando per un attimo i sensi di colpa che prima o poi sarebbero arrivati a bussare alla mia porta, mettendo il  benessere al centro dei miei pensieri. E così sono partita per l’avventura, in combutta con vecchi e nuovi amici, tutti quanti accomunati dalla passione per la cucina, la neve, le chiacchiere ed i paesaggi commoventi dell’Alta Badia, sormontati dalle Dolomiti incantate.

E’ il quarto anno che partecipo alla Chef’s Cup, a mio parere uno degli eventi enograstronomici (e non solo) meglio organizzati in Italia. Sappiamo benissimo che l’Alto Adige per un celiaco o un intollerante è una delle mete più sicure che ci siano, ma in questo caso la marcia in più la mette Norbert Niederkofler**, non solo un’ottimo chef che può andare ben fiero delle sue stelle Michelin, ma l‘anima e il cuore pulsante dell’intera manifestazione al fianco di Giancarlo Morelli* (strepitoso ed eclettico chef del ristorante Pomiroeu) e Matteo Metullio*, il più giovane stellato italiano.

Grazie alla gentilezza di Colmar – che da sempre ha sostenuto l’intero evento, vista anche la pura passione nei confronti della gastronomia del patron Mario Colombo, conosciuto ai fornelli durante un meraviglioso corso con Fabio Cucchelli – sono stata trattata come una principessa ospite del prestigioso Relais and Chateaux Hotel Rosa Alpina. Nonostante abbia anche declinato l’invito di sciare al fianco di Giorgio Rocca, e per fortuna perché chi l’ha fatto ha ricevuto sonore tirate d’orecchie, non mi sono sentita un’aliena in quanto fondista, ma un’ospite gradita, anche (o sopratutto?) nella mia ‘buffezza’.

Ma passiamo alla cucina (sotto i link alle ricette!!): il trionfo del foraging tanto di moda oggi nasce da qui, dallo spirito ladino e dalle tradizioni montanare legate al territorio dell’Alta Badia, dalla cucina povera e genuina, dalle materie prime divenute oggi sofisticate e ricercate, dalla voglia di ritrovare vecchie sementi rinnovando con vigore la cucina moderna. E’ stata anche la celebrazione dell’uovo, riveduto e corretto in diverse sfumature, lasciandoci in bocca sapori nuovi ed antichi, semplici e complessi.

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Porro novello caramellato, soffice di nocciola e carbone vegetale (Giancarlo Morelli)

Contemporaneamente ecco le influenze dall’estero: Norbert Kostner, executive chef del Mandarin Oriental di Bangkok, ci ha portato un’assaggio di cucina tailandese esemplare (per me che ci ho vissuto è stato vero un back in the days), infilando in valigia e poi nei nostri piatti materie prime perfette, profumate, inebrianti e piccantissime.

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Insalata di pomelo con filetti di pollo e gamberi (Norbert Kostner)

Dall’altra parte ecco la riconferma del trionfo della cucina peruviana, fatta di pseudocereal, cucinati con metodi antichi (la ceviche e il leche de tigre) e moderni da un giovanissimo e super talentoso Virgilio Martinez.

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Halibut, pseudocereal e frutta amazzonica (Virgilio Martinez)

Dopo questi assaggi posso dire con certezza che chi evita il glutine dovrebbe:

– aprirsi a questi nuovi mondi e culture gastronomiche

– imparare ad amare il foraging e l’alimurgia

– assaggiare i cereali sudamericani (la quinoa e l’amaranto sono il futuro!)

– scoprire il profumo del riso tailandese

– non avere paura di assaggiare qualcosa di nuovo (ovviamente sicuro)

Anzi, questi consigli direi che valgono davvero per tutti: come diceva Ippocrate “Il vostro cibo sia il vostro farmaco“, perché il cibo può essere una sana terapia ed ora ne sono certa più che mai.

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Uovo di gallina ruspante fritto su crema di spinaci e tatufo (Andrea Irsara)

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compagni di banco a 2 ruote

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Tomaz Kavcic ci illustra i suoi principi di cucina sana

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Christian Sfrisi (chef proveniente come me dal varesotto) sfama sciatori famosi e non

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Tesori dalla spiaggia di Chantel Dartnall (Restaurant Mosaic at The Orient) un piatto che unisce con stile scampi, pomodoro e Rooibos Citrus

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..cin cin et au revoir!

 

Se volete provare a cimentarvi nelle ricette di Norbert Niederkofler qui trovate Verdure antiche in agrodolce con crema di latte fermentata, qui  Virgilio Martinez con il suo Halibut, pseudocereal e frutta amazzonica, qui  l’Insalata di pomelo con filetti di pollo e gamberi di Norbert Kozner e infine qui la ricetta di Giancarlo Morelli. Sono tutte – ovviamente – gluten free.

Tutte le foto sono di Daniel Töchterle, Meschina e Alex Moling.

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