Düsseldorf agglutinata

30 nov Il Giappone dove non te lo aspetti

Questo fine settimana andare in aeroporto e volare in piena paranoia antiterrorismo è stato un gesto liberatorio. Sono salita serena, ho volato piacevolmente con Eurowings (già proprio quella) e non mi sono fatta fregare dalle psicosi del momento. La mia destinazione è stata Düsseldorf, capitale del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia, stretta tra Belgio ed Olanda. Una città coccola che merita una visita per gli appassionati di nuove mete, per quel meraviglioso equilibrio tra passato e presente, dove si respira arte in ogni angolo remoto. Sulle rive del Reno, il vento era tagliente (ma il cielo per compensazione commovente) e per riscaldarci ne abbiamo approfittato per un vin brulé qui gustato in compagnia con la travel blogger Chiara Carolei di Con un viaggio nella testa.

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E il Giappone cosa c’entra? In pochissimi sanno che in questa città cosmopolita vive una delle più grandi comunità giapponesi (la terza dopo Parigi e Londra), inclusa una delle più grandi comunità turche. Sono quasi 8000 e si sono conquistati una piccola parte della città dall’altra parte della riva del Reno – una delle più belle a mio avviso – dove le insegne e le vie sono scritte con ideogrammi, come la centralissima Immermann straße dove si possono trovare i migliori sushi bar d’Europa. Sono stata al mercato centrale ed ho incontrato una ragazza con un kimono coloratissimo che faceva la spesa tranquillamente in mezzo alle massaie teutoniche, sembrava proprio uscita da un film, eppure era reale come non mai.

Grazie alla presenza dei vari ristoranti giapponesi evitare il glutine a Düsserdorf non è semplice, ma neanche complicato state lontani dalle birrerie e lasciatevi tentare: oltre a Waraku vi segnalo l’ottimo tailandese Cha Cha, il bbq mongolo Mongos, la deliziosa pasticceria Isabella (ricca di golosissimi prodotti senza glutine e lattosio), per comprare prodotti con spiga barrata cercate la catena Rewe o Dm e per una colazione glutenfree scegliete come hotel Auszeit o Carat. Se siete vegani o vegetariani la scelta è più ampia: provate Greenies, Sattgrün,  SchnellVeg, Carrot Cake e le proposte detox di Laura’s Dely e Greeny in a Bottle.

Immaginatevi la mia faccia quando sono entrata nei negozio alimentari giapponesi: quelli specializzati sono un vero sogno per chi ama questa cucina, ma anche le grande catene di supermercati si sono adattati alle richieste, fornendo diversi prodotti freschi tipici come radici di loto o daikon. Mi è venuta così tanta voglia di Sol levante che quando sono rientrata a Milano mi sono fiondata da WellKome, ristorantino adorabile, dove mancano solo Mirko e i Bee Hive per farti entrare in Giappone: la cucina è a vista, dove lavora una giovanissima chef, ed i piatti sono tipici: curry con riso, spiedini o oden (piatto invernale a base di brodo dashi, alghe e verdure).

brodo dashi_aggluitinata_japan_glutenfree

Se esiste un ottimo piatto che tutti dovremmo gustare di fronte ai primi freddi è proprio il brodo dashi. E’ davvero delizioso al palato e alla base dell’intera cucina giapponese. In molti mi hanno confessato che spesso utilizzano il preparato, esattamente come noi quando utilizziamo il dado perché ci manca il tempo materiale per preparare un buon brodo, ma non preoccupatevi, perché l’ichiban dashi, il brodo base giapponese è molto semplice da preparare, l’unica difficoltà sta nel recuperare due ingredienti fondamentali: il Katsuo e l’alga Kombu. Il Katsuo altro non è che tonnetto affumicato e tagliato in piccoli trucioli, poi essicato ed affumicato. Senza questo ingrediente la cucina giapponese non sarebbe la stessa (è fondamentale per preparare zuppa di miso, oden,  nimono, soba e udon!) perché dona un sapore fragrante, intenso e sapido. Le alghe Kombu aggiungono il tocco umami, le trovate con facilità essicate in diversi formati nei negozi bio.

 

BRODO ICHIBAN DASHI (per 500 ml)

Ingredienti:

– Acqua: 500ml

– Un pezzo di alga Kombu da 10 cm

– 15 grammi di Katsuo (pulita dai residui salini, sciacquata sotto acqua fredda e poi asciugata con un panno)

PROCEDIMENTO

– Immergere l’alga nell’acqua a temperatura ambiente per 5 minuti, poi mettere la pentola sul fuoco e man mano l’alga inizierà a creare delle bollicine da togliere con una schiumarola

– Prima che inizi a bollire togliere l’alga, mettere i fiocchi di katsuo e spegnere il fuoco (non deve mai bollire). Dopo 10 secondi scolare il brodo che deve apparire limpido e chiaro. Questo procedimento potete ripeterlo fino a 3 volte fino a quando raggiungerà il sapore che preferite.

Il brodo può essere conservato in frigo qualche giorno. A vostro gusto potete aggiungere della verdura (come patata bollita, carota o daikon), pezzettini di tofu affumicato, funghi Shiitake, alghe di vostro gradimento, un uovo sodo o piccoli pezzettini di pesce che si possano cuocere velocemente nel brodo.

 

 

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