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16 nov Inno a Parigi: capesante alla marocchina

capesante quinoa glutenfree

Mentre il mondo si accartoccia, il cuore batte forte e acuto per gli amici parigini. In quanto appassionata di musica, vita, teatro e sport so che avrei potuto essere io, oppure tu, oppure noi e questa furia di pensieri e notizie mi hanno sovrastata e tappato la bocca. Anche la scrittura ha avuto un blocco. Mi sono chiusa in un assordante silenzio e non sono stata capace di trovare il modo giusto per buttare fuori la rabbia e l’impotenza che si cova di fronte alla follia umana, mentre mi sono innervosita ancora di più leggendo sfoghi, scritti e malumori altrui. Anche a voi è successo lo stesso?

Da giorni mi domandavo come esternarlo questo dolore. Come renderlo utile e propositivo, per uscire da un pantano di demagogia e parole vuote. Ho passato notti orribili e ho provato a distrarmi in ogni modo, per poi rendermi conto che dovevo semplicemente fare una cosa: cucinare, cucinare e cucinare. Nutrire l’anima e il corpo di amici cari, nutrire la mente affaticata da troppe cattiverie, nutrire il mio mondo con nuove idee e dedicare con tutto l’affetto possibile una mia ricetta a Parigi. Un piccolo gesto che mi ha fatta sentire meglio.

La Francia è diventata un obbiettivo tanto ghiotto perché multietnica, ha dato prova di essere capace di assorbire tantissime influenze e con questo piatto ho voluto onorare proprio questo aspetto. Ho pensato alle capesante perché la memoria sensoriale a volte è curiosa ed associo a Parigi un meraviglioso piatto che ho gustato al ristorante in cima al Centre Pompidou: capesante gratinate alla francese. Però “alla francese” qui non basta, ho voluto dare tocco marocchino (la tajine) e una sudamericano (la quinoa), con qualche suggestione indiana (la curcuma e il cumino fresco, che a sua volta richiama Perù ed Asia).

Non potete immaginare quanto sia potente il comfort food. Cercare le capesante più fresche, pulirle con amore, preparare un mirepoix di verdure fresche e cuocerle con attenzione nelle piccole tajine nel forno mi ha distratta e tranquillizzata. E poi offrirle agli amici più cari, gustarle assieme ci ha sollevati almeno un attimo. Il conforto del cibo è magico ed unico, ho dormito serena e sollevata aiutata anche da un grande vino e mi auguro possa confortare anche voi in ogni gesto e in ogni boccone.
Le capesante contengono, come tutti i molluschi, ottime quantità di iodio, zinco, calcio e potassio che ne fanno un alimento ideale per chi soffre di ipotiroidismo con ritenzione idrica e sovrappeso. Di facile digeribilità, sono anche ricche in Vitamine B1, B2 e proteine. Rispetto alla versione gratin alla parigina la ricetta è infinitamente più leggera, ma non meno ghiotta. Può essere un gradevole antipasto o un ottimo secondo.

La curcuma è un potente antiossidante e protegge dalle malattie da raffreddamento (ci siamo) migliora il funzionamento di stomaco e intestino e combattere il colesterolo, poiché facilita lo smaltimento dei grassi in eccesso. La quinoa è utile per i muscoli, il sistema cardiovascolare e il metabolismo dell’insulina.

quinoa_agglutinata_glutenfree

CAPESANTE ALLA MAROCCHINA

Ingredienti:

– 4 capesante
– ½ carota
– ½ cipolla
– 1 gambo di sedano
– un pezzettino di rizoma di curcuma o un cucchiaino di curcuma in polvere
– foglie di coriandolo
– 80 gr di quinoa

Procedimento:

– Sciacquare e cuocere la quinoa 12 minuti circa in acqua salata, deve essere cotta e croccante.
– Preparare un battututo con cipolla carota e sedano tagliati a piccoli quadretti
– Mettete in padella, saltare con la quinoa ed aggiungere la curcuma
– Far raffreddare
– Scegliere e pulire con molta attenzione le capesante, staccatele dal guscio e togliete bene tutta la sabbia
– Prendete la base delle mini tajine (va bene anche una cocotte) mettete la quinoa ed adagiate la capasanta
– Chiudete e mettete in forno a 190°C per 7 minuti circa
– Portate in tavola, scoperchiate tutti assieme, godetevi il profumo e gustate con felicità

quinoa saltata_agglutinata_glutenfree

Nb il meraviglioso telo giallo con i funghetti è un lavoro della mia carissima amica e designer danese Eva Lou

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