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11 dic Shirataki di konjac al ragù di pesce profumati allo zenzero

Senza dubbi la farina di Konjac è una delle migliori scoperte culinarie del momento, specialmente per chi deve evitare il glutine, il colesterolo, i latticini, gli zuccheri ed i carboidrati. In realtà si tratta di un alimento antichissimo, utilizzato in Cina e in Giappone da secoli giunto alla ribalta grazie ai fanatici della dieta Dukan. Bisogna ammettere che questa moda è diventata per noi una grande fortuna, perché negli scorsi anni trovare prodotti in Italia a base di Konjac era praticamente una follia (ovviamente se escludiamo il suo utilizzo nelle preparazioni di caramelle gommose, chewing-gum e gelatie indicato con la sigla E425), mentre adesso sotto forma di noodles o gnocchetti sono reperibili nelle erboristerie, nei grandi supermercati e on line.

La farina si ricava dal rizoma della pianta di Konjac (Amorphophallus konjac), che è già naturalmente priva di glutine, ma anche povera di amidi e ricca di una delle più note e preziose fibre alimentari: il Glucomannano. In Cina e Giappone viene utilizzata da oltre 1500 anni come composto medicinale, è uno degli ingredienti segreti asiatici per rimanere in forma. Racchiude infatti un grande tesoro ricco di fibre solubili: il glucomannano, una fibra vegetale capace di assorbire fino a cento volte il suo peso in acqua e, grazie alla sua viscosità,  crea una soffice massa gelatinosa. Non solo provoca un effetto di sazietà immediato, ma se consumato con regolarità contribuisce a stabilizzare il colesterolo. Il tubero assomiglia ad una barbabietola gigante ed è molto difficile estrarne la farina, per questo i prezzi di mercato sono (purtroppo) piuttosto elevati.

Schermata 2013-12-11 alle 19.13.24Scusate la lunga premessa, ma sono davvero entusiasta del suo utilizzo!

Ovviamente il modo meno adatto di assaporarle è abbinarle ad un sugo al pomodoro: la consistenza gelatinosa è disgustosa e il risultato è qualcosa di molto lontano alla pasta gluten free, evitatelo e seguite le ispirazioni orientali! Per questa ricetta ho scelto degli Shirataki in forma secca, anche se in questo caso viene aggiunto dell’amido e qualche caloria( 2 grammi su 125, di cui 205 di zuccheri) se altrimenti potete utilizzare quelli conservati in acqua, come preferite.

Schermata 2013-12-11 alle 19.49.02

Ricordatevi però che questi shirataki NON assorbono il sale: l’acqua non va salata, ma dovete utilizzare sempre un sugo molto saporito, dunque abbondate di spezie e salsa di soia per rendere il vostro piatto irresistibile.

.: INGREDIENTI per 2 persone:.

125 gr di shiritaki di konjak secchi (equivalente di 300 umidi)

1 porro

1 fetta alta di pesce spada

150 gr di calamaretti

zenzero

aglio

salsa di soia gluten free

olio di sesamo piccante

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Mettete l’acqua a bollire e pulite e calamaretti, tagliate a dadini il pesce spada.

Cuocete i shirataki per 10 minuti, ma se ve li dimenticate non vi preoccupate perchè questa pasta NON scuoce. Scolate e sciacquate con acqua calda e lasciatela nello scolapasta pronta ad essere saltata.

Accendete il wak a fuoco vivo, fate rosolare l’aglio e lo zenzero a fettine con l’olio di sesamo piccante, poi aggiungete il pesce e lasciatelo cuocere per 10/15 minuti, l’ultimo minuto aggiungete il porro – che deve rimanere croccante – e gli shirataki e saltate con abbondante salsa di soia.

Et voilà, il piatto è pronto. Facile, veloce, sano, gluten free e buonissimo.

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